{"id":1594,"date":"2017-08-04T11:58:40","date_gmt":"2017-08-04T09:58:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.annaskoromnaya.com\/?p=1594"},"modified":"2022-06-01T18:23:01","modified_gmt":"2022-06-01T16:23:01","slug":"italiano-espoarte-digital-98-e-1-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.annaskoromnaya.com\/it\/italiano-espoarte-digital-98-e-1-2\/","title":{"rendered":"Intervista ad Anna Skoromnaya &#8211; Espoarte Digital"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><b>Di Livia Savorelli, Espoarte Digital, numero 98 1\/2, online, 26.09.2017, pp. 38-42.<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">Lugano \/ Must Gallery \/ Fino al 22 ottobre 2017<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<h2>SKOROMNAYA: ALLA RICERCA DELLO SPIRITO COLLETTIVO DEL MONDO CONTEMPORANEO<\/h2>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">La conoscenza del lavoro di Anna Skoromnaya nasce in un preciso momento: la sua selezione tra gli artisti finalisti, prima, e la vincita di un premio speciale, poi nell\u2019ambito dell\u2019Arteam Cup 2016, premio organizzato dall\u2019Associazione Arteam che presiedo. Nelle sale del Palazzo del Monferrato di Alessandria, dove la mostra aveva luogo, <i>Homeward<\/i> \u2013 il lavoro selezionato \u2013 era un perfetto connubio di luce, movimento, suono.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">Avendo vissuto molto da vicino il lavoro e la crescita di questa giovane artista bielorussa, la decisione di occuparmi di questa intervista, proprio nel momento che la vede protagonista a Lugano, fino al 24 settembre, della mostra derivante dal Premio Speciale Must Gallery aggiudicatosi in occasione di Arteam Cup\u2026<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Partiamo dai tuoi esordi, la grafica d\u2019arte prima e la pittura poi. Cosa ha determinato l\u2019approdo ai new media? Cosa vuole esprimere la tua arte, attraverso l\u2019uso dei light box e del sonoro?<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">La fine degli anni ottanta nell\u2019URSS coincise con il repentino ingresso della tecnologia nelle case. In breve si inizi\u00f2 a parlare di personal computer e a capire quanto le nuove tecnologie potessero davvero cambiare le nostre vite ed il mondo. I vari ricordi gioiosi della mia infanzia, vissuta in quel contesto, includono l\u2019arrivo della mia prima video camera, dell\u2019attrezzatura audio, del notebook, fino al tanto desiderato Macintosh.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">Credo che la scelta di inserire costantemente i new media all\u2019interno delle mie opere venga anche da quelle lontane emozioni, dalla consapevolezza che si tratti di strumenti che rappresentano come nessun altro i nostri tempi, consentendo soprattutto di esprimermi con una ricchezza comunicativa, una maggiore dinamicit\u00e0 e una multisensorialit\u00e0 che trovo, non solo contemporanee, ma molto pi\u00f9 vicine alla mia sensibilit\u00e0 artistica.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ho dedicato vari anni al disegno, alla pittura e alla composizione, laureandomi proprio in pittura all\u2019Accademia di Belle Arti di Firenze, dopo un triennio in grafica d\u2019arte all\u2019Accademia di Minsk. Credo che le basi artistiche siano molto importanti, perch\u00e9 rappresentano sempre, negli anni e nelle diverse sperimentazioni, un punto di riferimento essenziale a cui attingere. Anch\u2019io, come molti, ho mirato ad una dimensione nuova; in particolare la staticit\u00e0 delle immagini mi \u00e8 sempre apparsa come un limite, cos\u00ec mi sono dedicata alla ricerca e alla sperimentazione con la luce led e, nel 2014, sono riuscita a presentare la mia prima serie di lavori multimediali, <i>SOS CODE<\/i>. Si tratta di opere realizzate con una tecnica del tutto inedita, che io ho chiamato \u201dlightbox dinamico\u201d, dove le figure sono n movimento, in continua trasformazione, attraverso una sorta di illusione ottica creata grazie allo spostamento della luce led incorporata, con una traccia sonora che la integra e, al contempo, consente allo spettatore di recepire in modo multisensoriale il tema affrontato.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Parliamo di <em>Homeward<\/em> e della produzione a quel lavoro pi\u00f9 affine, quali i temi affrontati?<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">Da anni sono interessata a scandagliare gli aspetti relativi all\u2019animo umano, alle sue trasformazioni connesse a momenti cruciali della vita, analizzando le spinte e le cadute, i vuoti e le ambizioni dell\u2019uomo. Questo lavoro di ricerca mi ha portato a sviluppare un crescente interesse verso lo spirito collettivo del mondo contemporaneo, andando ad investigare i rapporti all\u2019interno della societ\u00e0. Ho quindi realizzato la serie <i>SOS CODE<\/i> per affrontare un immaginario viaggio interiore di un singolo, riflettendo sul deficit comunicativo e di interrelazione tra gli individui. Le difficolt\u00e0 di comunicare e di essere ascoltati in <i>EMERGENCE<\/i>, i meccanismi di trasformazione psicologica in <i>STEPS<\/i>, la confusa deriva di un vivere senza punti di riferimento anche relazionali in <i>ADRIFT<\/i> sono le tappe di questo percorso, la cifra tematica che ho sentito il dovere di arricchire con la denuncia dei meccanismi di esclusione dell\u2019altro, vissuto come diverso e, quindi, pericoloso. <i>HOMEWARD<\/i> descrive proprio il tragitto simbolico e finale di quest\u2019esperienza umana verso la consapevolezza del suo essere sociale. Nel corpo, che si leva faticosamente in direzione del sole, vi \u00e8 la forza evocativa del percorso di avvicinamento a considerarsi parte di una comunit\u00e0. Da una condizione di prostrazione determinata dai vari egoismi, l\u2019uomo si muove infatti per arrivare alla dimensione ideale che lo ricongiunge al suo io pi\u00f9 autentico, dove le diversit\u00e0 diventano valori e rappresentano la pienezza stessa del vivere.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Dopo l\u2019aggiudicazione del premio hai lavorato senza sosta ad un progetto la cui prima tappa \u00e8 stata presentata proprio in occasione di questa mostra-premio\u2026 Ci racconti brevemente a chi vuoi dare voce con <em>Kindergarten<\/em>?<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Kindergarten<\/em> \u00e8 un viaggio surreale tra le macerie di un fragile e delicato mondo stritolato dall\u2019egoismo. Vuole anche per\u00f2 essere una denuncia contro la compressione, la negazione dei diritti della fascia pi\u00f9 vulnerabile della nostra societ\u00e0, i bambini. Al giorno d\u2019oggi ci sono ancora milioni di piccoli sfruttati, costretti a lavorare in condizioni disumane, senza possibilit\u00e0 di studiare, giocare, vivere la propria infanzia e costruire il proprio futuro. \u00c8 agghiacciante pensare che vere e proprie legioni di bimbi sono mandate ad uccidere e a morire in guerre, a diventare, a loro insaputa, strumenti di morte, attentatori suicidi con la folle promessa di guadagnarsi un posto in Paradiso. Altrettanto vergognosa \u00e8 la condizione di centinaia di migliaia di bambine che ancora sono vendute come spose, mutilate nella loro pi\u00f9 tenera intimit\u00e0, private della possibilit\u00e0 di sognare, innamorarsi, di poter scegliere, di amare.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">Credo fermamente che l\u2019arte possa e debba costituire talvolta anche un forte veicolo di testimonianza, mirato ad aiutare chi non ha forza, chi non ha voce. Gli ultimi, i pi\u00f9 deboli, spesso sono i pi\u00f9 importanti perch\u00e9, come in questo caso, possono essere il futuro della societ\u00e0 o il suo stesso fallimento. La serie <em>Kindergarten<\/em> \u00e8 il mio incontenibile grido di vergogna verso ci\u00f2 a cui ho sentito il dovere e prima ancora l\u2019impellente bisogno di dare forma.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Il lavoro ha comportato un grande dispendio di tempo ed energie. Ci racconti brevemente l\u2019iter creativo, partendo dai backstage fotografici fino all\u2019effettivo assemblaggio finale dell\u2019opera?<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il lavoro nel campo dei new media prevede un lungo e costante percorso di ricerca e sperimentazione che accompagna le fasi di ideazione e di progettazione di ogni opera. Mi piace utilizzare dei media specifici per ogni nuova installazione, il che richiede per\u00f2 uno studio progettuale ad hoc. L\u2019ideazione di un\u2019opera inizia dalla stesura di varie bozze, dove riesco a sintetizzare le idee, selezionando quelle pi\u00f9 essenziali ed efficaci, passando poi ai disegni tecnici, dove studio da vari punti di vista proporzioni e forme di ogni singolo dettaglio che andr\u00f2 a realizzare. Integrando la parte multimediale con diversi materiali come ferro, plastica, legno o acciaio, sono in costante rapporto con i miei collaboratori, con i quali curo personalmente la realizzazione delle varie componenti disegnate che faranno parte dell\u2019opera, una volta assemblate. Riprese video e set fotografici richiedono anticipatamente un\u2019attenta preparazione degli spazi, con selezione e prove di modelli, realizzazione dei costumi, trucco e tanto altro. La componente audio, sempre presente nelle mie opere, richiede altrettante fasi di lavoro in studio a sperimentare adeguate soluzioni sonore. Lavorando con le tecnologie cerco sempre di far s\u00ec che l\u2019artificio tecnologico non prevalga sull\u2019opera stessa, ma costituisca un mezzo espressivo che rafforzi il messaggio che voglio comunicare. Tutto ci\u00f2 a volte richiede mesi di sperimentazione, fallimenti e prove, finch\u00e9 non si arriva ad ottenere l\u2019effetto artistico desiderato. Solo allora si pu\u00f2 procedere alla fase dell\u2019effettivo assemblaggio dell\u2019opera, dove non mancano gli aspetti meccanici, elettrici, elettronici e logistici. \u00c8 la fase in cui diventa abitudine portare in tasca viti, chiavi, morsetti e cavi, ma \u00e8 anche il momento in cui finalmente, dopo tanto lavoro, l\u2019opera prende corpo ed inizia a vivere di vita propria.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Entriamo ora nel merito dei lavori presenti in mostra. Oltre ad una selezione dei tuoi lavori precedenti, due delle tre installazioni del ciclo <em>Kindergarten<\/em>. Primo elemento di coesione: il riferimento a particolari tipi di cibo. Secondo: l\u2019uso di ologrammi e monitor, innestati in strutture fortemente connotate sia visivamente sia materialmente. Terzo: un\u2019immagine, in movimento, fortemente spiazzante. Quarto: la scelta del sonoro che acuisce l\u2019effetto di straniamento visivo. Quali sensazioni vuoi innestare nel pubblico che si aggira nel tuo <em>kindergarten<\/em>?<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Kindergarten<\/i> \u00e8 un parco giochi molto particolare: i bambini che dovrebbero giocarci non ci sono o, meglio, ne sono rimaste le immagini in movimento, le voci evocate dalle filastrocche di sottofondo, inglobate all\u2019interno delle forme come fossero giocattoli nelle mani degli adulti.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">Le tre installazioni che compongono la serie prendono il nome dai diversi macchinari che producono cibi cari ai bambini nei parchi: la <i>Popcorn Machine<\/i>, che fa esplodere il mais, riferita all\u2019installazione sui bimbi martirizzati nelle guerre, <i>Cream Hand Mixer<\/i>, la cremeria meccanica che ruota senza fine come i piccoli sfruttati nel lavoro della seconda installazione ed, infine, il <i>Cotton Candy Maker<\/i>, macchina per lo zucchero filato, come il velo triste delle tante spose bambine nella terza opera.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">Tutte le opere della serie sono basate sui contrasti, sulle contrapposizioni anche stridenti tra il piano ideale e quello della cruda realt\u00e0. Per sottolineare questo aspetto, ho voluto trasformare i giochi tipici di un parco in strumenti di lavoro, cos\u00ec lo scivolo \u00e8 diventato un nastro trasportatore, l\u2019altalena un ingranaggio, la giostra un sistema di chiavi meccaniche e bulloni di diverse dimensioni, mentre i bambini sono presenti come fossero dei fantasmi, lavorano realmente invece di giocare, trasportano con fatica mattoni e legna, puliscono scarpe, cuciono vestiti, spaccano pietre. L\u2019apparenza e la sostanza, in questa serie, sono due piani che si intersecano e si confondono, anzi confondono e vogliono colpire, scuotere lo spettatore che \u00e8 trascinato senza preavviso in una dimensione di fiaba spezzata, come lo \u00e8 l\u2019infanzia di chi \u00e8 vittima di questi spregevoli egoismi. Ecco che quindi la citt\u00e0 fatta di costruzioni \u00e8 una sorta di Palmira, che racchiude in s\u00e9 effimeri ologrammi, ci\u00f2 che rimane dei bambini martirizzati dalla follia omicida di maestri senza fede, evanescenti resti incapsulati in dei sarcofaghi giocattolo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Per concludere, secondo te, cosa pu\u00f2 fare un artista per migliorare questo mondo? Credi che la denuncia sociale, attuata attraverso l\u2019arte, possa contribuire a focalizzare l\u2019attenzione sui drammi della nostra contemporaneit\u00e0?<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019arte da sempre rappresenta, testimonia e sensibilizza; per il mio modo di sentire e vivere l\u2019arte essa deve aprire dei varchi nelle coscienze. Per questo credo che si debba denunciare con fermezza e coraggio anche ci\u00f2 con cui \u00e8 scomodo confrontarsi, magari solo perch\u00e9 a volte si preferirebbe voltar pagina e guardare altrove, contribuendo a creare un sentire comune e condiviso delle priorit\u00e0 a cui dedicare almeno parte del proprio tempo e delle proprie risorse. Quello che scelgo come tema delle mie narrazioni \u00e8 per me sempre un forte impegno di testimonianza sociale, non solo una rappresentazione, anzi, direi che per me questi costituiscono due momenti inscindibili, entrambi essenziali sia come artista sia ancor prima come persona.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Anna Skoromnaya. Kindergarten<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>6 luglio \u2013 22 ottobre 2017<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Must Gallery<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>via del Canvetto, 6900 Lugano<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Orari: marted\u00ec 14-18 | giovedi 14-18 e su appuntamento<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Info: +41 919702184<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>info@mustgallery.ch<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b><a href=\"http:\/\/www.mustgallery.ch\/\">www.mustgallery.ch<\/a><\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Catalogo: Vanillaedizioni, con testo di Antonio D\u2019Amico<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-3230 size-full\" src=\"https:\/\/www.annaskoromnaya.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/espoarte_digital_98mezzo_tutte-le-pagine-insieme-small.png\" alt=\"\" width=\"1173\" height=\"2535\" srcset=\"https:\/\/www.annaskoromnaya.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/espoarte_digital_98mezzo_tutte-le-pagine-insieme-small.png 1173w, https:\/\/www.annaskoromnaya.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/espoarte_digital_98mezzo_tutte-le-pagine-insieme-small-139x300.png 139w, https:\/\/www.annaskoromnaya.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/espoarte_digital_98mezzo_tutte-le-pagine-insieme-small-474x1024.png 474w, https:\/\/www.annaskoromnaya.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/espoarte_digital_98mezzo_tutte-le-pagine-insieme-small-768x1660.png 768w, https:\/\/www.annaskoromnaya.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/espoarte_digital_98mezzo_tutte-le-pagine-insieme-small-711x1536.png 711w, https:\/\/www.annaskoromnaya.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/espoarte_digital_98mezzo_tutte-le-pagine-insieme-small-948x2048.png 948w, https:\/\/www.annaskoromnaya.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/espoarte_digital_98mezzo_tutte-le-pagine-insieme-small-463x1000.png 463w\" sizes=\"(max-width: 1173px) 100vw, 1173px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><b>1. Anna Skoromnaya alla mostra di Arteam Cup 2016, Palazzo del Monferrato, Alessandria.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><b>2. \u201cPopcorn Machine\u201d, 2017, ologramma, plexiglas lucido e satinato, audio, cm 610x344x220. Foto: Andrea Parisi<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><b>3. \u201cCream Hand Mixer\u201d, dettaglio, serie Kindergarten, 2017. Foto: Andrea Parisi<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><b>4. \u201cCream Hand Mixer\u201d, dettaglio, serie Kindergarten, 2017. Foto: Andrea Parisi<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>5.<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b> \u201cSteps\u201d, 2014, dettaglio, stampa lambda, light box con intervento di luce LED dinamica, sequenza 7\u2019 35\u2019\u2019, cm 130&#215;180.<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div data-url=\"https:\/\/issuu.com\/espoartemag\/docs\/espoarte_digital_98mezzo\/38\" style=\"width: 1180px; height: 834px;\" class=\"issuuembed\"><\/div>\n<p><script type=\"text\/javascript\" src=\"\/\/e.issuu.com\/embed.js\" async=\"true\"><\/script><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Livia Savorelli, Espoarte Digital, numero 98 1\/2, online, 26.09.2017, pp. 38-42. . 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