{"id":1697,"date":"2017-12-15T14:53:42","date_gmt":"2017-12-15T13:53:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.annaskoromnaya.com\/?p=1697"},"modified":"2022-05-31T16:47:57","modified_gmt":"2022-05-31T14:47:57","slug":"italiano-espoarte-digital-99-e-1-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.annaskoromnaya.com\/it\/italiano-espoarte-digital-99-e-1-2\/","title":{"rendered":"Intervista ad Anna Skoromnaya &#8211; Espoarte Digital"},"content":{"rendered":"<p><strong>Di Matteo Galbiati, Espoarte Digital, numero 99 1\/2, online, 14.12.2017, pp. 4-8.<\/strong><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"LEFT\"><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #444444;\">Arteam Cup 2017 \/ Vincitore assoluto<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<h2 class=\"western\" align=\"LEFT\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Raleway;\">ARTE &amp; IMPEGNO CIVILE: LE OPERE DI ANNA SKOROMNAYA<\/span><\/span><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\">Con questa intervista cerchiamo di approfondire e conoscere meglio l&#8217;animo e la ricerca di Anna Skoromnaya (1986), artista che la giuria dell&#8217;Arteam Cup 2017 ha voluto premiare assegnandole il premio del Vincitore Assoluto per l&#8217;intensa e suggestiva opera <\/span><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><i>Cream Hand Mixer # 1 <\/i><\/span><span style=\"font-family: Ubuntu;\">con una motivazione che ha insistito molto su &#8221;[\u2026] la forte capacit\u00e0 di restituire all&#8217;opera d&#8217;arte contemporanea il compito di farsi portatrice di riflessioni non solo estetiche e culturali, ma anche sociali [\u2026]&#8221;. Ecco il nostro scambio con la giovane artista:<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Cosa rappresenta per te, per il tuo lavoro, il riconoscimento avuto in questa edizione di Arteam Cup?<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">Credo che per un\u2019artista vedere le persone toccate e suggestionate dalla visione delle proprie opere rappresenti un momento di soddisfazione e riscontro; ottenere poi un riconoscimento da una giuria composta da persone di grande esperienza nel mondo dell\u2019arte, oltre ad essere un onore, per me \u00e8 un grande incentivo a continuare nella stessa direzione e un importante appoggio negli impegni e nelle testimonianze che sto cercando di portare avanti. Proprio per questo spero che il premio assegnatomi possa diventare un efficace veicolo per dare il giusto risalto al tema della negazione dei diritti dell\u2019infanzia oggetto della mia attuale serie.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Raccontaci brevemente &#8211; soprattutto per chi non ha potuto ammirarla dal vivo al BonelliLAB di Canneto Sull\u2019Oglio &#8211; l&#8217;opera\u00a0<i>Cream Hand Mixer # 1\u00a0<\/i>\u2026<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">Si tratta di una scultura multimediale, realizzata in acciaio Cor-Ten, con tre monitor e una cassa audio incorporati, che pone il pubblico davanti al drammatico fenomeno dello sfruttamento dei piccoli nel lavoro. Realizzata a prima vista come un normale scivolo da gioco, con l&#8217;audio che riproduce le allegre voci di bambini intenti a cantare una filastrocca, induce a prima vista la sensazione di serenit\u00e0 e di ricordi d&#8217;infanzia, avvicinando gli spettatori incuriositi. Questa sensazione fiabesca, per\u00f2, viene drasticamente spezzata, allorch\u00e9, osservata da vicino, la scultura si rivela un nastro trasportatore ed il video della bimba, che scivola al suo interno senza fermarsi, riproduce la triste testimonianza di una piccola affaticata e carica di legna da portare.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Come si inserisce nel tuo percorso?<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;opera fa parte di un&#8217;installazione pi\u00f9 grande,\u00a0<i>Cream Hand Mixer<\/i>, nella quale ho lavorato molto per conseguire una duplice parvenza delle forme e sull&#8217;integrazione visiva del fragile contenuto digitale con quello tangibile e ruvido del metallo arrugginito. Volendo comunicare con la stessa forza sia un&#8217;immagine ideale e direi nostalgica di un&#8217;infanzia felice, sia quella drammatica e reale dello sfruttamento di minori nel lavoro, ho dedicato tempo e grande attenzione a che la scultura potesse somigliare contemporaneamente alle due forme diverse nel giusto equilibrio. In qualche modo \u00e8 stato un lavoro simile a quello di un profumiere, che dosa con precisione le note di testa, apparentemente pi\u00f9 intense, ma pi\u00f9 effimere, con quelle di fondo, meno nobili e pi\u00f9 persistenti. Riguardo ai video incorporati, poi, ogni ripresa \u00e8 stata realizzata esattamente dalla stessa angolazione che ho immaginato dovesse essere quella dello spettatore davanti alla scultura, proprio con l&#8217;intento di intensificare l&#8217;effetto ottico dei bimbi &#8221;inglobati&#8221; all&#8217;interno dei folli giocattoli degli adulti.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Quando e come hai iniziato la tua ricerca artistica? Attraverso quali fasi \u00e8 passata?<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">Da quando ho memoria della mia prima infanzia mi vedo portare sempre con me i miei giocattoli preferiti, i colori ad acquarello e una videocamera. A 15 anni, senza esitazioni e senza mai pentirmene, decisi che l&#8217;arte doveva essere il mio percorso di vita, intraprendendo un lungo periodo di studi, prima nel pi\u00f9 ambito Collegio d&#8217;Arte di Minsk, dove a parte la pittura e disegno studiai con interesse le varie tecniche di arti applicate, poi raffinando la mia formazione all&#8217;Accademia di Belle Arti di Minsk, in questo caso in un triennio in grafica d&#8217;arte. \u00c8 da allora che ho sviluppato una particolare passione per le immagini in bianco e nero e l&#8217;utilizzo di gradazioni di un solo colore, una scelta cromatica che mi appartiene ancora oggi, dedicandomi con cuore alle varie tecniche di stampa come le acqueforti e le litografie, ma con un&#8217;attenzione rivolta anche alla tecnologia come valore aggiunto e qualificante per l&#8217;arte. Infine, convinta che un&#8217;artista non possa appartenere soltanto ad un singolo posto geografico, ho vinto un grant per continuare gli studi in Europa. Mi sono quindi laureata in pittura all&#8217;Accademia di Belle Arti di Firenze, continuando la mia sperimentazione nelle tecniche multimediali. Credo che proprio attraverso i vari studi e la sperimentazione si riesca a definire la propria identit\u00e0 artistica e a sviluppare nuovi linguaggi espressivi. Sulla base delle mie esperienze passate, la ricerca artistica che conduco negli ultimi anni mi rappresenta a pieno e rende libera e travolgente, per me, la mia sperimentazione che, spero, riesca ad arrivare allo stesso modo anche a chi fruisce le mie opere.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Lavori molto raggruppando le tue opere per serie, ce le riassumi? Cosa raccontano?<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">La precedente serie di opere multimediali,\u00a0<i>SOS CODE<\/i>, focalizza l&#8217;attenzione sui rapporti individuo-societ\u00e0 e sui meccanismi di condizionamento ed esclusione nella societ\u00e0 contemporanea. Si tratta di opere realizzate con una tecnica del tutto inedita, che ho chiamato Dynamic Light Box, dove le figure sono in movimento e in continua trasformazione attraverso un&#8217;illusione ottica creata grazie allo spostamento della luce led incorporata. L&#8217;attuale serie\u00a0<i>Kindergarten<\/i>\u00a0affronta il tema dello snaturamento e della negazione dei diritti dell&#8217;infanzia declinato attraverso diversi aspetti: i drammi dei bambini usati come strumenti di morte dal terrorismo di matrice pseudo-religiosa, dei minori costretti a lavorare in condizioni di schiavit\u00f9 e delle bambine vendute come spose. In questa serie mi sono interrogata molto su quale linguaggio visivo fosse il pi\u00f9 efficace, scegliendo di lavorare con dei video incorporati e con delle tecniche olografiche, da me rinnovate per esprimere al meglio quanto effimere e fragili siano le condizioni dei bimbi di cui mi occupo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Si chiudono una dopo l&#8217;altra oppure possono coesistere e influenzarsi tra loro?<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">Tutto il mio lavoro \u00e8 frutto di una costante e coerente ricerca, sia sotto il profilo estetico che dei contenuti trattati. I temi che affronto da anni sono ovviamente ci\u00f2 che sento di dover esprimere e denunciare attraverso i miei lavori, in un crescendo di consapevolezza anche personale. Ecco perch\u00e9 certamente le due serie non solo coesistono, ma sono l&#8217;una lo sviluppo dell&#8217;altra. In\u00a0<i>SOS CODE<\/i>\u00a0ho voluto descrivere il deficit di attenzione che ci circonda, la deriva di un vivere in assenza di punti di riferimento relazionali e la faticosa ricerca della consapevolezza sociale, evidenziando al contempo la presenza di meccanismi di esclusione e di condizionamento sociale. In\u00a0<i>Kindergarten\u00a0<\/i>ho voluto scandagliare i meccanismi stessi del condizionamento, arrivando a denunciare con forza l&#8217;alienazione dei diritti, dando voce alla fascia pi\u00f9 vulnerabile e pi\u00f9 importante della nostra societ\u00e0: i bambini.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>I tuoi lavori uniscono valore estetico e valore etico: che ruolo deve avere oggi, per te, l&#8217;arte?<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;arte \u00e8 da sempre in grado di comunicare e testimoniare ma, soprattutto, pu\u00f2 avere una forza unificatrice delle differenze aiutando a superare intolleranze e divisioni. Io credo fermamente che l&#8217;arte contemporanea possa e debba diventare anche un forte veicolo di sensibilizzazione a favore di chi non ha n\u00e9 forza n\u00e9 voce, focalizzando l&#8217;attenzione sugli angoli in ombra della nostra societ\u00e0, talvolta magari molto scomodi da guardare, denunciandone le contraddizioni.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>In questo senso come dialoghi con lo spettatore?<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">Le tematiche che scelgo per le mie opere sono sempre un importante impegno di testimonianza sociale, oltre ad una mera rappresentazione. Alla recente fiera\u00a0<i>The Others<\/i>, a Torino, dove ho avuto il piacere di partecipare con uno Special Project sui bambini soldato curato da Espoarte, \u00e8 stato per me molto significativo il riscontro di centinaia di visitatori colpiti dal tema dell&#8217;installazione, questo perch\u00e9 il dialogo ha funzionato. Attraverso il mio operato cerco, infatti, di raggiungere lo spettatore, farlo interrogare e partecipare, portando con s\u00e9, quando si allontana, una domanda anche dolorosa e senza risposta, ma che sia comunque un elemento di riflessione e, magari, domani contribuisca al rafforzarsi di una coscienza comune in grado di contrastare i drammi su cui voglio accendere l&#8217;attenzione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Nelle tue opere sommi tecniche, codici e linguaggi diversi, come riesci a conciliarli con tanta armonia d&#8217;insieme?<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">La mia produzione artistica, in ogni opera, in ogni serie, ha un cuore pulsante, il concetto che voglio esprimere. La mia cifra stilistica ricorrente \u00e8, ovviamente, dettata dal mio gusto personale, ancorata alla mia estetica, mentre le tecniche utilizzate diventano &#8221;soltanto&#8221; i mezzi espressivi che sviluppo e progetto\u00a0<i>ad hoc\u00a0<\/i>per comunicare in modo efficace e secondo la mia sensibilit\u00e0 i messaggi e i temi che affronto. Gi\u00e0 da quando immagino un&#8217;opera, nelle mie bozze, da subito cerco di far convivere questi diversi elementi, la sfida ogni volta \u00e8 proprio quella di dar vita a qualcosa di esteticamente coerente con i miei canoni ed in grado di trasmettere anche agli altri e al meglio, con lo strumento tecnologico selezionato, ci\u00f2 a cui intendo dar valore.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Ogni tuo lavoro sensibilizza il nostro sguardo attraverso un complesso meccanismo di lettura che procede per sottili e raffinati contrasti: tra materie (nobili e comuni), tra immagini (reali e virtuali), tra consistenze (delicatezza e materialit\u00e0 forte), tra sensi (tutti partecipi nella definizione dell&#8221;&#8217;oggetto&#8221; visivo). Come agisci sul senso e il valore del &#8221;contrasto&#8221;?<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il contrasto \u00e8 proprio il filo conduttore di tutte le installazioni della serie\u00a0<i>Kindergarten<\/i>, ne sottolinea e amplifica il non senso, lo snaturamento ed il ribaltamento della logica. Ho voluto sottolineare questo irraggiungibile gap tra il piano ideale di un parco per l&#8217;infanzia, dove tutti i bimbi dovrebbero giocare felici, e il piano della cruda realt\u00e0 di un &#8221;asilo&#8221;, dove gli stessi bambini diventano giocattoli nelle mani degli adulti, agendo attraverso molteplici ed incolmabili contrasti a livello visivo, percettivo e concettuale. Oltre ai contrasti che hai gi\u00e0 nominato, vorrei evidenziare anche quello costituito da ci\u00f2 che appare allo spettatore e quella che, invece, \u00e8 la destinazione finale di ogni gruppo installativo: il gioco delle costruzioni trova il suo contrasto nella distruzione che caratterizza il triste futuro dei bambini-soldato, mentre il parco giochi fatto da scivoli, giostre e altalene si rivela nient&#8217;altro che una serie di macchine da lavoro per sfruttare i piccoli. Anche il sonoro, che tra le allegre note delle filastrocche cantate contiene testi di opposto contenuto, comunque collide con le drammatiche immagini delle opere.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Quanto della tua storia, del tuo vissuto, delle tue esperienze, della tua sensibilit\u00e0 riversi nel tuo lavoro che, per noi che guardiamo, non \u00e8 mai abbandonato alla sola freddezza della tecnica?<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">Lavorando alla mia attuale serie\u00a0<i>Kindergarten<\/i>\u00a0ho dovuto tornare, in qualche modo, ai ricordi della mia infanzia, abbandonandomi ad un modo pi\u00f9 &#8221;giocoso&#8221; di inventare e creare ogni singolo particolare delle mie installazioni. Ho potuto ricordare a me stessa che \u00e8 molto importante non porre limiti alla propria fantasia creativa, perch\u00e9 proprio l&#8217;arte non deve avere limiti imposti. Le nostre origini, storie, sensibilit\u00e0, ogni singola esperienza vissuta, come fossero colori su una tavolozza, servono dal primo all&#8217;ultimo come strumenti con cui operare, anche per affrontare tematiche universali, ma dal nostro unico e personale punto di vista.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Quali nuovi progetti stanno prendendo forma? Su cosa stai lavorando?<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">Sono molto entusiasta della mia prossima mostra personale nello Spazio Arte di CUBO Unipol a Bologna (9 aprile &#8211; 31 maggio 2018), evento per il quale sto gi\u00e0 realizzando la mia terza grande installazione della serie\u00a0<i>Kindergarten<\/i>, che affronter\u00e0 il delicato e drammatico tema delle bambine spose.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-3227 size-full\" src=\"https:\/\/www.annaskoromnaya.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/espoarte_digital_99mezzo-4-tutte-le-pagine-senza-copertina_small.png\" alt=\"\" width=\"1173\" height=\"2488\" srcset=\"https:\/\/www.annaskoromnaya.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/espoarte_digital_99mezzo-4-tutte-le-pagine-senza-copertina_small.png 1173w, https:\/\/www.annaskoromnaya.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/espoarte_digital_99mezzo-4-tutte-le-pagine-senza-copertina_small-141x300.png 141w, https:\/\/www.annaskoromnaya.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/espoarte_digital_99mezzo-4-tutte-le-pagine-senza-copertina_small-483x1024.png 483w, https:\/\/www.annaskoromnaya.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/espoarte_digital_99mezzo-4-tutte-le-pagine-senza-copertina_small-768x1629.png 768w, https:\/\/www.annaskoromnaya.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/espoarte_digital_99mezzo-4-tutte-le-pagine-senza-copertina_small-724x1536.png 724w, https:\/\/www.annaskoromnaya.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/espoarte_digital_99mezzo-4-tutte-le-pagine-senza-copertina_small-966x2048.png 966w, https:\/\/www.annaskoromnaya.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/espoarte_digital_99mezzo-4-tutte-le-pagine-senza-copertina_small-471x1000.png 471w\" sizes=\"(max-width: 1173px) 100vw, 1173px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><b>1. Anna Skoromnaya con \u201cCream Hand Mixer # 1\u201d, opera vincitrice di Arteam Cup 2017.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><b>2. \u201cCream Hand Mixer # 1\u201d, serie Kindergarten, frame, 2017.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><b>3. Anna Skoromnaya, backstage riprese video, 2017.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><b>4. \u201cCream Hand Mixer # 2\u201d, serie Kindergarten, dettaglio, 2017. Foto: Andrea Parisi<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>5.<\/b><\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Ubuntu;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b> \u201cPopcorn Machine\u201d, serie Kindergarten, 2017. Foto: Andrea Parisi<\/b><\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div data-url=\"https:\/\/issuu.com\/espoartemag\/docs\/espoarte_digital_99mezzo\" style=\"width: 1180px; height: 834px;\" class=\"issuuembed\"><\/div>\n<p><script type=\"text\/javascript\" src=\"\/\/e.issuu.com\/embed.js\" async=\"true\"><\/script><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Matteo Galbiati, Espoarte Digital, numero 99 1\/2, online, 14.12.2017, pp. 4-8. . 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